come specializzarsi in ricerca operativa e strategie decisionali

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A Roma è attiva la scuola di Specializzazione in ricerca operativa e strategie decisionali, uno sbocco per i laureati nelle materie economiche e scientifiche. Vediamone le caratteristiche.

Abbiamo intervistato per voi il Prof. Bruno Simeone che dirige la Scuola di Specializzazione in Ricerca Operativa e Strategie Decisionali.

Prof. Simeone, come si accede alla Scuola di specializzazione in “Ricerca Operativa e Strategie Decisionali” che Lei dirige?
Prima di tutto bisogna essere laureati in una disciplina scientifica come ingegneria, matematica, fisica, informatica, statistica o economia. Bisogna poi superare un quiz di ammissione a risposte multiple. C’è un tetto ipotetico di 60 studenti, ma la Scuola, che dura due anni, si mantiene su medie di circa 25 nuovi studenti all’anno, numero per noi ideale perché ci permette di seguire gli studenti individualmente.

La Scuola si occupa di ricerca operativa ma anche di strategia: ci può spiegare meglio i due settori di studio?
Ricerca operativa in sostanza è lo studio di modelli matematici per risolvere problemi di decisione. Nel panorama formativo diamo risalto più agli aspetti strategici (per esempio la fusione di due società) che quelli tattici (per esempio, come gestire le scorte di un magazzino): entrambi sono problemi che possono cadere sotto l’indagine della ricerca operativa, noi però insistiamo più sugli aspetti strategici. La Scuola cerca di formare uno specialista che abbia non solo conoscenze di matematica e statistica, ma anche nozioni di informatica di gestione e di scienza dell’organizzazione. Rispetto a una scuola di business in senso tradizionale, essa si colloca in una nicchia specifica in cui gli aspetti quantitativi sono molto più accentuati.

Va detto che la Scuola ha tradizioni illustri: fondata nel 1962 da Giuseppe Pompilj, ha costitutito il primo nucleo storico della ricerca operativa in Italia, dove a tutt’oggi rimane l’unica scuola di specializzazione del settore. Verso la fine degli anni ottanta è stata trasformata da scuola di perfezionamento a scuola di specializzazione, modificando i propri curricula nel senso a cui ho accennato.

In essa insegnano anche bravi manager di importanti società, i cui corsi riflettono concrete esperienze “sul campo”. Le lezioni, integrate da esercitazioni su computer, si svolgono di pomeriggio e di sera, così da consentire la frequenza anche a chi lavora. La Scuola ha per obiettivo la formazione di quadri tecnici e di manager sia nella pubblica amministrazione sia nelle aziende; chi ha già un impiego può migliorare la sua carriera professionale; in certi casi è stata la Scuola stessa a far da tramite verso uno sbocco sul mercato del lavoro.

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Redazione Universinet Magazine
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