Erasmus in Germania…consigli per l’uso

Unievrsità di Marburg
Unievrsità di Marburg

UniversiNet.it -Prosegue la nostra piccola carrellata sulla vita studentesca a Marburg, piccola ma universitaria cittadina poco a nord di Francoforte, nel cuore della Germania. Questa volta ci concentriamo su un tema particolarmente succulento, anche se forse non tutti alla fine avranno l’acquolina in bocca. Uno delle prime cose che interessano lo studente appena arrivato è scoprire come e dove si mangia. Le risposte sono tante, in funzione dei gusti e delle possibilità di ciascuno. Prima fra tutti ovviamente la Mensa (o menza secondo la pronnuncia locale). A Marburgo ce ne sono due, una in città, a due passi dal centro e dalla biblioteca principale, l’altra più piccola su una collina, a fianco dei nuovi edifici realizzati per il polo scientifico. Permanentemente aperta, da mattina a sera c’è la Cafeteria, dove ci si può sedere a prendere un caffè (non all’italiana però, non ci sperate) e una fetta di torta o un panino o anche qualche piatto caldo. I posti sono tanti e ci sono anche un paio di postazioni di computer per navigare in Internet.

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L’intera mensa si sviluppa su più piani. Ai primi due cafeteria e sala lettura, dove trovate quotidiani di tutte le lingue, che potete sfogliare freschi di giornata, magari sgranocchiando qualcosa. Agli ultimi due la mensa vera e propria ove mattino e sera da lunedì a venerdì, e anche sabato a pranzo, passano migliaia di studenti a consumare il loro pasto, in due enormi sale con vetrate, con biciclette appese al soffitto.
< br> Nel seminterrato ci sono invece le stanzette dei vari sindacati studenteschi, nonché le Tavole Nere (schwarze Bretter), dove si trovano offerte di tutti i tipi, soprattutto di stanze o appartamenti, ma anche proposte di scambio di città fra studenti dello stesso corso di laurea, nonché tantissime altre proposte di vendita o scambio di oggetti di tutti i generi.

Ma andiamo al cuore della faccenda, come si usufruisce della mensa? Basta farsi dare la prima volta all’apposito sportello la mitica U-key (che loro dicono iucchi), ovvero una chiavettina elettronica (rossa per gli studenti e blu per i professori) che potete “caricare” infilando in appositi apparecchi (gli Aufwerter) e mettendo delle banconote. Tanto basta. Ora potete pagare tutto infilando la chiavettina alla cassa; a patto di averla caricata abbastanza, ovviamente! Ma come scegliere? Apparentemente è molto facile e il meccanismo, ordinato con la solita teutonica precisione, si capisce molto presto.

Oggi giorno si può scegliere fra Tagesgericht (piatto del giorno), Menu 1, Menu 2 (sempre vegetariano, già perché i vegetariani in Germania trovano piatti dedicati a loro praticamente ovunque) o Menu 3. Mentre il Tagesgericht è fisso e in genere non troppo nutrito, coi menu potete aggiungere a scelta 3 contorni e in pratica ci si abboffa sempre. Ma non basta, c’è poi il Wochenhit (piatto top della settimana, il più gettonato) e alcuni Teller, cioè singoli piatti, legati a tradizioni regionali. A seconda del giorno della settimana c’è una tipica specialità della Baviera piuttosto che dell’Assia o della Renania.

Entrando in mensa giorno per giorno trovate un bel cartellone con l’elenco dei piatti. Poi salite al piano superiore e scegliete la fila col cartello corrispondente, arrivati allo sportello prendete il piatto e scegliete i contorni, mettete tutto sul vassoio, passate dalla cassa e pagate con la vostra U-key, e se siete capitati nel giorno fortunato prendete il prodotto che viene distribuito omaggio come lancio pubblicitario, il tutto senza dover spiccicare una parola di tedesco. Poi cercate un posto libero e vi godete il pranzo.

Sembrerebbe tutto facilissimo, dov’è l’inghippo? Semplicissimo, tutti le pietanze sono descritte in tedesco e anche se masticate qualche parola, capire cosa vi troverete nel piatto non è per nulla banale. Ma in fondo i tedeschi sono leali e sanno che a Marburgo ci sono moltissimi studenti stranieri, russi, cinesi, italiani e quant’altri. E quindi hanno pensato bene di esporre in alcune cupole trasparenti in bella evidenza le pietanze del giorno, e sono piatti veri, anche se attraverso il vetro sembrano di plastica. Ma tutto questo non serve a molto. Sì perché il punto è che da fuori si assomigliano parecchio: tipicamente qualcosa di fritto o impanato, che però potrebbe essere sia carne, che pesce, che verdure. Un vero guaio! E anche quando siete riusciti a indovinare la componente principale del piatto, non crediate di essere arrivati. L’elemento determinante in realtà è l’immancabile salsina. Li si nascondono gioie e dolori, meravigliose sorprese e cocenti delusioni, ma prevederle è quasi impossibile, di queste salsine ce n’è un’infinità, tutte diverse, dal piccante al dolce (anche se abbinate a carni o verdure). A volte non vengono descritte nemmeno sul cartellone, va tutto a fiuto o fortuna, per chi ne ha abbastanza!

La pizza a pezzi, da noi diffusissima, invece stenta a decollare. Ci sono un paio di pizzerie gestite da italiani, che vendono anche tranci, ma è poca cosa. La stessa pizza si trova spesso anche in mensa, ma è una imitazione di solito ricca di verdure e aggiunte e senza mozzarella. Anzi, la pizza con mozzarella spesso nei menu è considerata una varietà fra le tante, ma distinta dalle altre. Attenti quindi, per mangiare bene la prima regola è non farsi ingannare dal nome o dalle apparenze… ed essere troppo tradizionalisti può causare brutte sorprese! In ogni caso il motto è: Guten Appetit!

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