Grazie alle false dichiarazioni era possibile ottenere borse di studio, posti alloggio e contributi economici mensili, togliendoli agli studenti più onesti.
Le investigazioni dirette dal Procuratore della Repubblica di Roma Giovanni Ferrara e dal Sostituto Procuratore Maria Bice Barborini hanno consentito di acclarare che gli studenti, cui vengono contestati i reati di falso ideologico e truffa aggravata, hanno attestato in autocerticazioni, prodotte in base alla cosiddetta legge sulla semplificazione amministrativa condizioni reddituali e patrimoniali non veritiere al fine di ottenere benefici economici e servizi messi a concorso nei bandi annuali.
Alcuni rappresentanti degli studenti da noi interrogati al riguardo hanno dichiarato: Fiducia nell'operato delle forze dell'ordine e della magistratura, e chiedono di erogare con i fondi eventualmente recuperati (si parla di oltre 3 milioni di Euro) nuove borse di studio per gli studenti onesti.
dalla Sapienza Paolo Genovese
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