Si appostava nei vialetti dell'università o alle fermate degli autobus accanto all'università, restava in attesa di un bel sedere o di un seno troppo scoperto, una volta avvistata una ragazza troppo sexy colpiva inesorabile con un lungo spillone da materassaio, la vittima urlava e lui fuggiva contento di aver punito l'infedele.
Per Mustafà, questo il nome del poveretto, il Corano e la legge sono le uniche leggi e la sua personale interpretazione dell'Islam lo costringeva a giustiziare le minigonne ed i top troppo scollati.
Per il pubblico ministero Carlo Lasperanza, che ne ha chiesto il ricovero nel manicomio criminale di Montelupo Fiorentino, l'accusa è quella di lesioni aggravate e continuate.
L'arresto è scattato tra i binari della stazione Tiburtina dove Mustafà aveva appena trafitto una bella ragazza in jeans attillati, ma la troppa sicurezza dell'impunità gli è stata fatale, in un attimo, richiamati dalle urla della vittima gli agenti della volante San Lorenzo 10 lo hanno acciuffato dopo un breve inseguimento tra binari e scale mobili.
In commissariato sono state convocate le otto ragazze che avevano sporto denuncia e tutte lo hanno riconosciuto subito. Paola 21 anni, nome di fantasia, iscritta ad Economia della Sapienza ci racconta:camminavo per Viale Ippocrate, ho visto un uomo fissarmi, mi si è avvicinato e mi ha punto con qualcosa, ho sentito un dolore fortissimo tra l'inguine e la coscia, gli ho gridato: Cosa mi hai fatto? lui si è messo a ridere ed è fuggito mostrandomi lo spillone.
di P.G.
Copyright RAM Multimedia srl 2008-2009. Riproduzione riservata.
| < Prec. | Succ. > |
|---|








