11 settembre 2001: io c'ero al wtc

Pubblichiamo la testimonianza inviataci via e-mail da un nostro amico e collaboratore negli USA per un MASTER IN LEGGE alla New York University, si è salvato perchè era uscito a prendere un cappuccino, al momento dell'attacco si trovava a 150 metri dalle Torri in fiamme. NEW YORK UNIVERSITY - Oggi sono stato a Union Square e a Washington Square nel campus della New York University dove ci sono delle veglie di studenti; i prati sono pieni di candele, fiori e bandiere. Nel poco spazio residuo gli studenti sono accampati con i sacchi a pelo e le chitarre.

Il sindaco Giuliani e' ovunque: scampato alla tragedia per miracolo ora da' conforto alle famiglie delle vittime, coordina i pompieri, la polizia, la guardia costiera, la croce rossa, organizza la operazioni di recupero delle salme ed e' costantemente alla CNN per
dirci cosa fare e tenerci aggiornati.
Sembra che non dorma mai. La gente lo adora.

E' ancora difficile tornare ad una esistenza normale. Al lutto sta subentrando il patriottismo. C'e' una bandiera a stelle e strisce alle finestre di ogni abitazione, ogni ufficio, ogni negozio, ogni edicola di giornali. Questa sera sono stato a messa e alla fine la gente si e' alzata in piedi per cantare una canzone patriotica.

Tutti sono consapevoli di essere in guerra e tutti (dai negri di Harlem, agli ebrei di Manhattan, agli Italo-americani di Brooklin; dai muratori che lavorano sulle macerie ai banchieri ed avvocati di Wall Street)
dimenticano le differenze politiche, etniche e sociali e si stringono intorno al Presidente.

Sembra che tutti qui si riconoscano nell'affermazione di Bush per cui
l'America e' in guerra ed il resto del mondo non potra' non scegliere se essere con l'America o contro l'America.

Da alcuni mesi i suonatori ambulanti nei sotterranei della metropolitana di New York sono non solo tollerati, ma sponsorizzati dal sindaco nell'ambito di un programma denominato musica sotto New York. Oggi
quei suonatori erano tutti li' nei tunnel della
metropolitana: punk e jazzisti, metallari e
violinisti... e tutti suonavano solo ed esclusivamente l'inno nazionale americano.

E' difficile per un Europeo capire le radici di una tale coesione nazionale, ma certo non rimpiango il nostro periodo buio del terrorismo quando una parte
consistente degli Italiani si perdeva in deliranti
distinzioni pseudo-filosofiche del tipo ne' con lo Stato ne' con le Brigate Rosse.


MAY GOD BLESS AMERICA




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