Italiopoli. Un grido di rabbia fuori dal Palazzo del potere

Dialoghi attorno al libro Italiopoli di Oliviero Beha
La degenerazione della politica, la classe dirigente sempre più spesso senza qualitˆ e senza coraggio intellettuale, il degrado della televisione, l’informazione a comando, l’inquinamento reale e metaforico sono i temi principali del libro Italiopoli di Oliviero Beha.
L’etica italiana appare ormai lacerata e fatta a pezzi da decenni di malaffare e di corruzione. Il prossimo appuntamento del “Martedì d’autore”, rassegna organizzata dalla Facoltˆ di Scienze della Comunicazione della Sapienza Universitˆ di Roma, previsto per il 6 maggio alle 19.30, presso il Centro Congressi (Via Salaria,113), partirˆ da questi argomenti per affrontare le tematiche racchiuse nel libro di Oliviero Beha, Italiopoli (Chiare Lettere Editore). Oliviero Beha, è il “giornalista contro” per antonomasia, sempre orientato in direzione “ostinata e contraria”, lucido e scientifico nella ricostruzione dei paradossi della societˆ italiana. Ha urlato in tempi non sospetti la corruzione del nostro sport nazionale: nessuno gli ha creduto, anzi, per quelle denunce del lontano 1982 è stato isolato. Le sue presentazioni e i suoi interventi, tuttavia, sono seguiti da centinaia di persone: quella societˆ civile che odia l’ipocrisia e la falsitˆ. I suoi libri più recenti sono: Diario di uno spaventapasseri (Tropea 2006); Indagine sul calcio (Bur 2006); Trilogia della censura (Avagliano 2005); Crescete & prostituitevi (Bur 2005). Interverranno: Enrico Vanzina, sceneggiatore e produttore, Vauro Senesi,  vignettista satirico e giornalista, Michele Ainis, docente di Istituzioni di diritto pubblico presso l’Universitˆ degli Studi di Teramo, Marcello Fedele, docente di Sociologia dell’Amministrazione e di Analisi delle Politiche Pubbliche presso la Facoltˆ di Sociologia della Sapienza Universitˆ di Roma.


l futuro del passato Perché studiare comunicazione alla “Sapienza” Formare nuovi protagonisti della società dell’informazione in grado di occupare i territori comunicativi moderni. É questa la promessa implicita in una Facoltà dedicata alle Scienze della Comunicazione; l’obiettivo dell’offerta universitaria sembra anzitutto quello di formare persone in grado di appropriarsi della comunicazione, ancorandone i saperi – spesso apparentemente volatili e poco autonomi – a forme concrete e distintive di conoscenza, di professionalità, di “impegno sociale”. Dietro questa mission si evidenzia in maniera chiara una specifica idea di disciplina, ma anche una prefigurazione della fatica che necessariamente si richiede per il raggiungimento dell’obiettivo.

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