coppia:tutti consigli del prof. willy pasini/1



Che sia cambiata ultimamente la concezione della coppia è ormai nel senso comune e il Professore Willy Pasini, espone i cambiamenti e le novità: coppia pubblica o privata? ROMA - Sarà sicuramente capitato a molti di voi, qualsiasi età abbiate, di sentire vostra madre, vostra zia o vostra nonna che, guardandovi negli occhi con aria seriamente preoccupata, vi diceva: “Mi darai la soddisfazione prima o poi di vederti sposato/a e con dei bei bambini !?”
Fino a qualche decennio fa la coppia era una unità eminentemente sociale nella quale, dice Pasini, “la capacità di scelta degli individui che la componevano era delle più ridotte”.
Appartenere ad una coppia, significava “sistemarsi” in senso strettamente economico, famosa è la formula che associa matrimonio e patrimonio; significava raggiungere una condizione di rispettabilità sociale, e questo era più che mai vero per le donne, inoltre, la coppia era fondamentalmente propedeutica alla famiglia, tanto che solo nel diventare famiglia essa trovava identità e un senso.
Nuove condizioni sociali, economiche e culturali hanno fatto sì, dice Pasini, che la coppia oggi si sia privatizzata: non abbiamo più a che fare esclusivamente con una coppia genitoriale, che necessita di stabilità e sicurezza, ma anche con una coppia coniugale, più mobile ed imprevedibile.
Pasini frena subito, però, facili entusiasmi per le vittorie sul passato: la coppia privatizzata, nella quale ognuno dei due individui trova completa espressione, propone certamente nuove risorse ma anche nuovi limiti.
La coppia da pubblica diventa privata basata, quindi, su aspettative private, ed è proprio la prospettiva di trovare in essa soluzioni affettive a renderla più attraente, ma anche più rischiosa: ora le si chiede di dare la felicità.Il pericolo consiste proprio nel riporre nella coppia aspettative eccessive, idealizzanti e, quindi, puntualmente deluse.
“Se la coppia non mi sostituisce lo psicoanalista, lo psicoterapeuta, se la coppia non guarisce le ferite affettive che mi sono procurato altrove, se non mi ripaga di tutto ciò che avrei voluto da papà, mamma, fratello, allora a che cosa serve la coppia?”. La risposta di Pasini a questa domanda è fondamentalmente ottimista. Egli sostiene che la coppia serve, ma a determinate condizioni, ossia che si componga di particolari ingredienti. Pasini ne ha illustrati quindici (vedi elenco in fondo all'articolo) affermando che, a suo parere, se ne rintracciamo almeno la metà in una coppia, quella avrà buone prospettive di riuscita; malgrado, ovviamente, nessuno possieda una “ricetta” per la felicità.
Innanzitutto avremo una situazione a rischio nel caso in cui i fattori per i quali due persone stanno insieme siano esogeni, cioè che provengano dall’esterno della relazione stessa, quindi si fa riferimento a principi di ordine giuridico o religioso piuttosto che ad una scelta di carattere psicologico.
Poi, riguardo alle aspettative, per evitare di vedere la fata trasformarsi in strega ed il principe in orco: “scegliere, tra la coppia sognata e la coppia reale, la coppia possibile”.
Bisogna, inoltre, nutrire la relazione di ingredienti positivi, poiché, contrariamente a quanto si crede, non si ha a che fare con un serbatoio inesauribile.
Proseguendo, Pasini ritiene preferibile al rapporto simbiotico (nel quale 1+1=1) quello del 1+1=3 poiché nella coppia esistono un io, un tu ed un noi, cioè qualcosa di più e di completamente diverso rispetto alla semplice somma delle due unità, soddisfacendo in questo modo anche esigenze di progressione e di continuo arricchimento.
La riuscita nella vita affettiva richiede un giusta miscela di sentimenti centrifughi (come l’erotismo, la passione) e sentimenti centripeti (come la stima, la fiducia, la tenerezza).
Non si ha, inoltre, nessun vantaggio da una fedeltà passiva che trova, quindi, le sue ragione di esistere solo nella noia, nella paura, nell’abitudine e nella rassegnazione.
E’, poi, importante che ognuno abbia sia una capacità di espressione che di ascolto, senza che, alla prima difficoltà, la comunicazione venga troncata, come ad esempio quando chi non sa cosa rispondere scoppia a piangere o scappa o comincia ad urlare.
Circa le relazioni verticali ed orizzontali non siate confusi, Pasini si riferisce alla convenienza di un rapporto democratico, cioè orizzontale, ai fini della longevità della coppia.



 

 

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