Salta il limite di tre anni nella stessa sede per i docenti, sulla pelle degli studenti

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Universinet.it – Sull’altare della pace sindacale il ministro sigla una intesa che prevede la rimozione della norma che imponeva una permanenza di almeno tre anni nella stessa sede per i docenti di nuova nomina prima di poter chiedere un trasferimento, questo per favorire la continuità didattica ed evitare quel pendolarismo dei docenti che ha massacrato centinaia di migliaia di studenti negli ultimi anni.

La chiamano “continuità didattica”, ma in verità è solo una chimera che forse interessa a qualche genitore preoccupato. I ragazzi sono e saranno sempre vasi di coccio tra i sindacati dei docenti e il governo, che non ha esitato a sacrificarli per un piatto di lenticchie risparmiato. Ma il nostro ministro ha idea dei danni che la “supplentite” provoca nei ragazzi? Programmi interrotti a metà, fiducia azzerata negli adulti e nel sistema scolastico, abbandoni scolastici, bullismo. Oggi sono usciti dei dati che pongono l’Italia agli ultimi posti per abbandono scolastico, in molte regioni del sud Italia i ragazzi “saltano” almeno una gionata di scuola su 10, con punte anche del 30%. Con che faccia parleranno i provveditori agli studi, i “tecnici del ministero”, i Presidi di abbandono scolastico quando hanno appena siglato un accordo canaglia sulla pelle dei loro studenti?

di Renato Reggiani

Redazione Universinet Magazine
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