Software scopre le Tesine copiate

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Universinet.it – Lanciato software anticopia. Scopre chi ha copiato tesine e ricerche da internet confrontando i lavori con quelli presenti su internet.

Internet croce e delizia di studenti e professori. Nuovi metodi per lavorare, ma anche nuovi metodi per essere beccati in flagrante. E il caso scoppiato nell’Università della Virginia non fa altro che attestare questa importante verità. Louis Bloomfield è un professore di Fisica che tiene un corso dal titolo “How thing works” (come funzionano le cose). Il suo metodo di insegnamento richiede un’attenta applicazione dei suoi circa 500 studenti annuali, che partecipano allo sviluppo delle cose con stesure di diverse tesine. Ma a turbare i pensieri del professore, improvvisamente, si era messe delle voci sempre più insistenti che dicevano come tali tesine fossero state, in realtà, scopiazzate su internet.

Fatto sta che il professore, per nulla intenzionato a passare per allocco, comincia ad ingengnarsi e, in poco tempo, mette su un software in grado di beccare i “falsi”.

Risultato: ben 122 lavori, su 1800 tesine presentate durante 6 semestri, sono stati segnati con la matita rossa. La tecnologia rende più facile copiare, ma rende più semplice anche trovare chi ha copiato e questo è quello che ho fatto, ha spiegato Louis Bloomfield, gongolando come un bambino, fiero di aver pescato il jolly. Nell’Ateneo la questione ha fatto, immediatamente, un certo scalpore, risuonando tra le mura dell’istituto come il più formidabile tra i tam-tam.

I 122 studenti sono stati subito deferiti, senza batter ciglio, all’Honor commitee, un organo che da 150 anni ha il compito di vigilare sulla correttezza e sull’onorabilità dei suoi futuri dottori.

Un organo che può, senza tanti complimenti, espellere lo studente dall’ateneo. L’Università è subito corsa ai ripari: Il numero di studenti deferiti quest’anno al comitato è inspiegabilmente alto rispetto agli anni passati, ha spiegato il portavoce dell’ateneo Louise Dudley. Ma l’inchiesta è partita comunque. “È veramente offensivo e un affronto agli altri studenti – ha spiegato il professore – che ci sia qualcuno che copia. Il caso dell’Università della Virginia è solo l’ultimo di una lunga serie. Due anni fa fu l’ateneo di Edimburgo, in Gran Bretagna, a finire sotto i riflettori.

Novanta studenti del primo anno di Scienze informatiche finirono nella più grossa inchiesta avviata da un ateneo di sua maestà.
L’accusa sempre la stessa: cybercopiatura di massa.