«Mi riferisco particolarmente ai pantaloni a vita bassa - sottolinea nel testo il dirigente, Angelo Bernardini - che lasciano scoperte parti del corpo che, per la buona educazione, nella particolare situazione della vita scolastica, è bene che siano coperte. Come è stato ritenuto eccessivo, per la nostra civiltà e sensibilità, e non rispettoso degli altri, coprire con il burka il proprio volto, così deve ritenersi oltre i limiti della decenza indossare dei pantaloni che, quando ci si mette seduti, lasciano il sedere scoperto».
«Tra i vari problemi che coinvolgono la scuola ci sono, a volte, anche quelli riguardanti la moda e quello che si presenta in questi giorni - scrive ancora - riguarda l’abbigliamento: le estrosità e le anomalie possono creare distrazione e vanificare così il lavoro degli insegnanti. Non è il caso - spiega ancora il dirigente nella circolare - di richiamare l’uso del grembiule uguale per tutti, che pure risolveva un problema democratico di uguaglianza ed evitava l’ostentazione e lo sfoggio di capi di vestiario firmati. Il problema del momento riguarda alcuni modi di vestire che rischiano di superare i limiti del buon gusto e creano disturbo ed imbarazzo nell’ambito di una vita comunitaria».
«Non so in altri ambienti quale potrebbe essere l’impatto - conclude il dirigente scolastico -, ma a scuola è certamente negativo. Le mie osservazioni si riferiscono ovviamente alla vita scolastica in quanto la scuola ha come finalità quella dell’istruzione e dell’educazione».
Per ora studenti e studentesse hanno reagito animatamente al «diktat» del dirigente: occorrerà adesso vedere se verranno messe in pratica le nuove prescrizioni.
| < Prec. | Succ. > |
|---|








