Clamoroso errore nella traccia del tema della maturità

Eugenio Montale
Eugenio Montale

Universinet.it – Clamoroso errore degli “inesperti” del ministero che chiedono di commentare la figura della donna citata secondo loro in una poesia di Montale dedicata ad un uomo! Boris Kniaseff. Chi sarà mai costui? La poesia di  Eugenio MONTALE, Ripenso il tuo sorriso (tratta da Ossi di seppia, 1925)  non è dedicata ad una donna bensì all’amico del poeta  il ballerino russo Boris Kniaseff.

Infatti nel testo della poesia c’è un vocativo maschile (… o lontano... ) che non lascia ombre di dubbi sul fatto che il destinatario della lirica  sia di genere maschile. Che cosa direte adesso ai ragazzi che a causa di questo errore saranno penalizzati nella prova più importante?Forse gli esperti del ministero volevano mettere alla prova la capacità di arrangiarsi dei ragazzi, pensateci bene, in fondo siamo in Italia e solo in Italia si può essere cosi impreparati e dilettanteschi nell’approntare il testo per la traccia della più importante prova di esame della scuola nazionale.Ma non basta secondo gli esperti l’errore sarebbe doppio. «Qualunque mediocre cultore di Montale sa che il tema della “figura salvifica della donna” compare molto dopo nella carriera del poeta. Precisamente nel “mottetti”, testi brevi di intonazione popolare, contenuti ne “le Occasioni”. La raccolta è uscita anni dopo “Ossi di Seppia” del 1925, in cui è contenuta “Ripenso al tuo sorriso”, la poesia che i maturandi dovevano commentare». Uno scivolone su tutti i fronti quindi. «Sì, perché se si assegna un tema, occorre che gli studenti abbiano informazioni esatte.

Sarei proprio curioso di leggere uno di quei temi. Vorrei proprio scoprire dove l’hanno scovato “la pensata effige della donna” in quei versi dedicati a un uomo». Per la cronaca Boris Kniaseff è un coreografo, presumibilmente russo, di cui Montale parla anche in un suo articolo, uscito nel 1955 sul “Corriere dell’Informazione”, dal titolo “La fiera di Soročincy di Musorgskij e racconto d’inverno di Rossellini”. Baris Kniaseff, che il poeta conobbe anni prima, viene citato come coreografo de “La fiera di Soročincy”.