e-learning all’universita’ : tutti i segreti e le dritte per superare gli esami on line

Ecco svelati alcuni “segreti” dei corsi a distanza di Scienze della Comunicazione per i non frequentanti e…

Ecco svelati alcuni “segreti” dei corsi o­n line di Scienze della Comunicazione, preparati in collaborazione con il CATTID.

Sono i corsi di Modelli e processi della Comunicazione del professor Fatelli (ma valido anche per Morcellini) e Analisi dei Dati del professor Baragona (anch’esso valido per più canali), che inizieranno nel secondo semestre.

Ci si può iscrivere presso il CATTID (viale dell’Università 36), presso la libreria KAPPA (via Salaria 121), o inviando bonifico bancario e un’e-mail al Cattid (helpsdc@cattid.uniroma1.it).

Requisiti necessari sono, ovviamente, un pc con un buon collegamento ad Internet, una versione aggiornata di Flash ed un paio di casse; l’università sta anche valutando l’ipotesi di una convenzione per offrire portatili a prezzi convenienti, ma è ancora tutto da vedere.

È comunque consigliabile, prima di acquistare i corsi (ricordiamo i prezzi: 10 euro per gli studenti della Sapienza, 50 euro per gli esterni), svolgere la versione “Demo”, che trovate su www.cattid.uniroma1.it e a cui si accede con il nome utente “cattid” e la password “welcome”.
La struttura, al momento della connessione, verifica istantaneamente se si hanno i requisiti adatti per lo svolgimento dei corsi ed offre la possibilità di aggiornarsi.
Sono lezioni videoregistrate o spiegazioni vocali, accompagnate da schemi e disegni che “si costruiscono” durante il discorso.

Sono anche previste delle verifiche o­n line, messe in rete a partire dal 17 marzo, parallelamente allo svolgimento dei corsi in aula. Ma non correte troppo con la fantasia: l’esame vero è quello tradizionale!
Si tratta di prodotti multimediali, che è possibile fruire direttamente in rete: “just in time, anywhere, come dice il professor Ugo Biader Ceipidor, Ordinario di Informatica presso la facoltà di Scienze della Comunicazione e direttore del Cattid. Non c’è, quindi, una “durata” precisa per ogni corso: sono sempre lì, a disposizione, da fare in rete quando si ha tempo.

E sarebbe proprio questa la ragione per cui i corsi sono a pagamento: “un servizio” in più non compreso nelle tasse, un ausilio per la preparazione agli esami (quindi non sostitutivo delle lezioni), pensato soprattutto per studenti lavoratori o comunque non frequentanti.

Una “buona” iniziativa per venire incontro a chi non può seguire le lezioni… ma sicuramente sarebbe stata “ottima” se, almeno per gli studenti della Sapienza, fosse stata gratuita!

Sarebbe forse stata una valida integrazione allo studio per quegli studenti che, oltre ad essere lavoratori, magari sono anche fuori sede… oppure che non possono frequentare i corsi serali offerti dalla facoltà.
Stefania Belmonte





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