Apple Vision Pro flop? In centinaia lo restituiscono dopo l’acquisto.

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Di Renato Reggiani

NEWYORK – Il lancio dell’Apple Vision Pro, l’ultimo visore per la realtà aumentata di Apple, ha sollevato un’ondata di aspettative e curiosità tra i consumatori, culminata in un fenomeno piuttosto insolito: in tanti, forse troppi, tra gli acquirenti della prima ora, ha deciso di restituire il dispositivo poco dopo l’acquisto.

La curiosità iniziale e il desiderio di sfoggiare l’ultimo gadget tecnologico sembrano essere stati i principali motori dietro l’acquisto dell’Apple Vision Pro da parte di molti. Tuttavia, una volta esaurita l’euforia iniziale, diversi utenti hanno scelto di approfittare della politica di reso “no questions asked” di Apple, che consente di restituire il prodotto entro 14 giorni dall’acquisto, per restituire il visore. I motivi principali citati sui social network, come Threads e Twitter, includono il peso del dispositivo, il disagio nell’uso prolungato e le limitate occasioni di utilizzo effettivo.

In particolare, molti hanno evidenziato come il design del visore, nonostante il suo peso comparabile a quello di altri dispositivi simili sul mercato, come il Meta Quest 3, presenti una distribuzione del peso poco ottimale, concentrata sulla parte frontale. Questo aspetto ha reso il Vision Pro scomodo da indossare, causando mal di testa, dolore al collo, nausea e irritazione agli occhi dopo brevi periodi di utilizzo. La fascia di sostegno, sebbene realizzata con materiali di alta qualità e un design curato, non sembra fornire un supporto adeguato per rendere il dispositivo comodo nel lungo termine.

Oltre alle questioni ergonomiche, il visore soffre anche di una scarsa gamma di applicazioni, giochi e software professionali che giustifichino il suo elevato costo, che si aggira tra i 3500 e i 4000 dollari. Questa limitata utilità pratica ha reso l’Apple Vision Pro meno appetibile di quanto molti inizialmente immaginassero.

L’esperienza degli utenti con l’Apple Vision Pro impone anche una riflessione più ampia sul futuro della tecnologia e il suo impatto sulla società. L’entusiasmo per l’adozione precoce di nuovi gadget, spesso alimentato dalla pressione di apparire “aggiornati” sui social media, può portare a un consumo impulsivo e poco riflessivo. Inoltre, la possibilità di vivere esperienze sempre più immersive e distaccate dalla realtà fisica pone il rischio di incoraggiare uno stile di vita isolato e alienante, evocando scenari distopici alla “Black Mirror”.

Quanto sta succedendo con l’Apple Vision Pro ci ricorda l’importanza di approcciare le nuove tecnologie con una dose di scetticismo costruttivo e consapevolezza critica. Mentre esploriamo le frontiere dell’innovazione, dobbiamo rimanere attenti ai possibili effetti collaterali di un’adozione acritica e alla ricerca di un equilibrio tra il progresso tecnologico e il benessere umano.

Redazione Universinet Magazine
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