Arriva la Intelligenza Artificiale di Google: si chiama Bard

La ricerca sul web è il primo settore di crisi per Google, che ha affrontato critiche per l'accuratezza e l'utilità delle sue ricerche. Bard sarà la risposta di Big G?

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Di Renati Reggiani

Universinet.it – Per molti Geek o Nerd o semplici appassionati di fantascienza, usare CHATGPT si è rivelato da subito la realizzazione di un sogno. OpenAI ha inaugurato l’era delle intelligenze artificiali di consumo. Google ha lanciato una versione Beta di Bard, la sua IA che al suo apparire ha causato un tonfo in borsa per i titoli della casa madre. Cosa era successo? Aveva preso fischi per fiaschi rispondendo malamente ad una delle domande poste dai giornalisti .

OpenAI, fondata nel 2015, ha puntato all’inizio su un approccio aperto e accademico per sviluppare servizi di IA che e si è rivelata vincente in questo settore, ponendosi come leader nell’innovazione. Ora Google si trova costretta a inseguire OpenAI, presentando prodotti con più fretta del dovuto e conscia degli effetti negativi sul suo modello di business basato sulla raccolta pubblicitaria. firmando però a sorpresa un accordo di ferro con il Microsoft. Questo accordo rappresenta per Microsoft un’opportunità di sfidare Google, un gigante nel campo delle IA e della ricerca online.

Tuttavia, Google ha dimostrato una certa dinamicità nel campo delle IA, sviluppate dalla sua divisione Google Brain. Nel 2022, un programmatore di Google sostenne che un chatbot dell’azienda fosse diventato “senziente”.

Circa sette anni fa, l’amministratore delegato di Google Sundar Pichai aveva dichiarato che le intelligenze artificiali erano uno dei settori più importanti per il futuro della società. Da allora, il dibattito sulle IA si è intensificato, con nuovi prodotti e servizi come DALL-E, Midjourney AI, Stable Diffusion e ChatGPT, sviluppati da aziende diverse da Google o da DeepMind.

Microsoft, guidata da Satya Nadella, ha intrapreso una strategia aggressiva nel settore delle IA, cercando di cambiare le gerarchie nel campo della ricerca online, dove Google domina con una quota del 93,3%. Google si trova sotto pressione da diverse direzioni, tra cui il potenziale stravolgimento del modo in cui cerchiamo e troviamo informazioni online e la crescente preoccupazione per l’etica e la sicurezza nell’uso delle IA.

La ricerca sul web è il primo settore di crisi per Google, che ha affrontato critiche per l’accuratezza e l’utilità delle sue ricerche, così come per la difficoltà di distinguere tra contenuti pubblicitari e organici. Inoltre, all’interno e all’esterno dell’azienda, si diffondono lamentele riguardo alla sua apparente incapacità di innovare.

L’ex direttore dei progetti speciali di Google ritiene che il lancio di prodotti come Bard sia la mossa giusta, poiché è la direzione in cui sta andando il mondo. Già…. In tutto il mondo ma non in Italia. Nel nostro paese non è ancora possibile accedere a Bard, al massimo potrete iscrivervi ad una lista di attesa. Povera Italia.

Redazione Universinet Magazine
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