I barbari a Roma e a Rotterdam il vibratore è arte

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Roma – I duecento selvaggi supposti tifosi del Feyenoord di Rotterdam, che hanno devastato Roma, riducendo la “Barcaccia” del Bernini a cassonetto, urinatoio e bersaglio per un demenziale tiro a segno con bottiglie di vetro che ha prodotto gravi danni alle strutture in travertino appena restaurate, provengono da una delle più civili e belle città del Nord Europa. Come è possibile che a Roma si siano trasformati in delle furie barbariche? Colpa del troppo alcol? No, a casa loro bevono pure di più e a parte urinare sui muri fila tutto liscio. Colpa di rivalità calcistiche? Non sembra che con i tifosi romanisti esistessero particolari trascorsi di violenza e anzi metà della città di Roma, quella laziale, simpatizzava con il Feyenoord anche perchè da quella squadra provendono alcuni suoi campioni.

Il problema è la loro incapacità di capire che Roma è un museo a cielo aperto, la loro incapacità a capire che la Barcaccia è un monumento protetto dall’Unesco.  Il problema di Rotterdam, splendido esempio di città europea ultramoderna, è quello di non avere radici. Rasa al suolo dai bombardamenti nazisti, la città fu ricostruita dopo la seconda guerra mondiale da zero, ora assomiglia più ad una città del nord america con il suo SKYline di grattacieli e ponti ad una campata, che ad una metropoli europea. Città con una grande università economica, la ERASMUS MC, dalla quale sembra provenissero molti tra i tifosi, ha un gigantesco buco nero nella sua memoria. Sbaglia chi la accomuna a Amsterdam, città totalmente diversa nelle architetture e nelle abitudini, ad esempio a Rotterdam chi cercasse prostitute in vetrina, rimarrebbe assai deluso, non esistono come non esiste un quartiere a luci rosse.

Rotterdam si è aperta ad ogni sperimentazione, qui è nata la musica techno, qui è la capitale mondiale delle droghe sintetiche, qui artisti moderni e musicisti possono esibirsi ed essere rispettati. Rispetto che però non è riconosciuto all’arte del passato, vista come un qualcosa di vecchio e privo di valore, una furia iconoclasta verso tutto quello che è antico o tradizionale ben rappresentata dalla più famosa statua esposta e pubblicizzata come attrazione della città: un triste BabboNatale gigante che invece della classica candela natalizia ha in mano un grosso vibratore.  Come dire un Vaffa…. a tutto il resto del mondo.

Una città che a causa del suo immenso dolore provato in passato ha deciso di dimenticare il passato, di proiettarsi nel futuro con grattacieli avveniristici e con il più grande porto commerciale del mondo occidentale, alla fine ha prodotto una generazione di analfabeti culturali di ritorno, magari con due lauree ma non in grado di leggere e riconoscere l’arte che li circonda a Roma, la Caput Mundi e Museo Universale a cielo aperto.
Chi ama Rotterdam e l’infinito rispetto che hanno i suoi abitanti per la natura, i fiori e la moderna architettura non può che soffrire per questa deriva suicida imposta da chi oggi la amministra decidendone i programmi scolastici e le politiche culturali con un dannoso e pericoloso relativismo che cancella il passato, ritenuto divisivo, e esalta un futuro possente ma spesso ignorante e senza radici.

per info: https://en.rotterdam.info/visitors/places-to-go/detail/?id=5173&prefix=attractions&name=santa-claus

Redazione Universinet Magazine
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