Il Capodanno Coreano “Seollal” 설날 e le sue tradizioni antichissime

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di Renato Reggiani

Seoul – Il Capodanno coreano, noto come Seollal, 10 Febbraio nel 2024, rappresenta uno degli eventi più significativi e festosi in Corea del Sud, celebrando l’inizio del nuovo anno lunare. Questa festività è un momento profondamente radicato nelle tradizioni e nella cultura coreana, che vede le famiglie riunirsi per trascorrere insieme tempo prezioso, rafforzare i legami e onorare gli antenati.

Durante il Seollal, le strade della Corea del Sud si animano con una varietà di celebrazioni, tra cui giochi tradizionali come il Yut Nori, un gioco da tavolo antico che coinvolge bastoncini di legno, che offre non solo divertimento ma anche l’opportunità di avvicinare le generazioni. Un altro rito centrale è il Sebae, un inchino formale che i più giovani offrono agli anziani come segno di rispetto e augurio di lunga vita e prosperità.

Il cibo gioca un ruolo essenziale nel Seollal: la zuppa di torta di riso (Tteokguk) è un piatto indispensabile, simbolo di buona fortuna e di passaggio all’anno successivo. Consumare Tteokguk significherebbe guadagnare un anno di vita e saggezza.

Oltre ai festeggiamenti, il Seollal è anche un momento di riflessione e gratitudine. Le famiglie svolgono il Charye, una cerimonia di offerta agli antenati che dimostra il profondo rispetto per le generazioni passate, fondamentale nella cultura coreana.

Per gli italiani e per chiunque sia interessato a scoprire culture diverse, il Seollal offre uno sguardo affascinante su come le tradizioni possano armoniosamente coesistere con la modernità in Corea del Sud, offrendo al tempo stesso spunti per riflettere sul valore della famiglia, del rispetto per gli anziani e dell’importanza di celebrare insieme i momenti significativi della vita.

Renato Reggiani
Renato Reggiani
Romano, giornalista, esperto di comunicazione ecosostenibile, designer. Ho il cuore diviso tra l’Italia e l’Oriente dove ho studiato e lavorato a Dubai, ora copro l'area sud Pacifico, mi divido tra Dubai, Tokyo e Seul, ho studiato a Rotterdam con il programma Erasmus per imprenditori. Ho collaborato con giornali, agenzie e tv. Ho depositato due brevetti per migliorare la sostenibilità green delle nostre città. Ho fondato l’Associazione Frontiere della Comunicazione per insegnare il cinese e l'inglese ai bambini delle scuole elementari italiane. Fulminato sulla via di San Francisco dalla Maker Faire, ho collaborato e curato l’area agricoltura digitale per 2 edizioni. Ho collaborato con la facoltà di Scienze della Comunicazione di Roma e il Politecnico di Milano facoltà di Architettura a Piacenza. Premiato a Copenaghen per la Corporate Social Responsibility, non ho ancora visto la sirenetta. Cambiare il mondo si può, un articolo alla volta.

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