A Roma in estate vedere una bella mostra è sempre una buona idea. Per tutti gli appassionati dell’arte del Novecento, a Palazzo Bonaparte, da domani apre una mostra che intreccia patrimonio culturale, memoria collettiva e ruolo sociale delle grandi collezioni d’impresa. Ospite straordinario, di “Le tre età” di Gustav Klimt, capolavoro del 1905 eccezionalmente concesso in prestito dalla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma.
Dal 14 luglio al 23 agosto 2026, Palazzo Bonaparte ospita “Novecento italiano. Opere dalla Collezione Generali”, esposizione gratuita che presenta al pubblico oltre cinquanta capolavori provenienti dalla collezione del Gruppo Generali, riuniti per la prima volta in un unico percorso espositivo.
La mostra, realizzata in partnership con Arthemisia, nasce in occasione del decimo anniversario di Generali Valore Cultura, il programma promosso da Generali Italia dal 2016 con l’obiettivo di rendere l’arte e la cultura più accessibili a un pubblico ampio e diversificato. In dieci anni, il progetto ha accompagnato oltre sette milioni di persone alla scoperta del patrimonio culturale, costruendo una rete di iniziative fondate su inclusione, partecipazione e condivisione.
La scelta di Palazzo Bonaparte non è casuale. Affacciato su piazza Venezia, nel cuore monumentale di Roma, il palazzo è uno dei luoghi simbolici della storia urbana della Capitale. Nato nel XVII secolo, legato alla memoria di Maria Letizia Ramolino, madre di Napoleone Bonaparte, e oggi proprietà del Gruppo Generali, l’edificio diventa per questa occasione non soltanto sede espositiva, ma parte integrante del racconto. Qui la storia dell’architettura, quella dell’impresa e quella dell’arte si incontrano in un progetto che restituisce al pubblico opere normalmente custodite in una delle più importanti collezioni corporate europee.
Il percorso espositivo attraversa alcune delle stagioni più significative dell’arte italiana del XX secolo. Le opere di Umberto Boccioni, Giorgio de Chirico, Gino Severini, Felice Casorati, Alberto Savinio, Antonio Donghi, Ubaldo Oppi, Filippo de Pisis e di altri protagonisti permettono di ricostruire un secolo complesso, segnato da accelerazioni, fratture, sperimentazioni e ritorni alla forma. Non si tratta soltanto di una rassegna di capolavori, ma di una lettura dell’identità italiana attraverso i linguaggi dell’arte: dal dinamismo futurista alla sospensione metafisica, dalla misura del realismo magico alle inquietudini della modernità.
Il valore della mostra sta anche nel rendere visibile un patrimonio spesso meno accessibile rispetto a quello conservato nei musei pubblici. Nel caso della Collezione Generali, il nucleo prende forma all’inizio degli anni Ottanta non come semplice raccolta decorativa, ma come progetto capace di raccontare le trasformazioni della società italiana, le sue aspirazioni e le sue tensioni attraverso le immagini degli artisti che ne hanno interpretato il tempo.
A rendere ancora più prezioso il percorso è la presenza, come ospite straordinario, di “Le tre età” di Gustav Klimt, capolavoro del 1905 eccezionalmente concesso in prestito dalla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma. Il dipinto introduce nel percorso una dimensione europea e simbolica: il ciclo della vita, il dialogo tra giovinezza, maternità e vecchiaia, la forza decorativa e psicologica della pittura klimtiana. La sua presenza non appare come un semplice richiamo internazionale, ma come una soglia interpretativa: il Novecento italiano dialoga con le grandi tensioni dell’arte europea, tra simbolismo, modernità e nuova rappresentazione dell’esistenza.
“Novecento italiano. Opere dalla Collezione Generali” si presenta così come una mostra di particolare interesse non solo per gli appassionati d’arte, ma anche per chi voglia comprendere il rapporto tra cultura, impresa e responsabilità pubblica. L’ingresso gratuito rafforza il valore civile dell’iniziativa: portare nel cuore di Roma un patrimonio raramente accessibile e offrirlo a cittadini, studenti, turisti e visitatori internazionali.
La mostra sarà visitabile a Palazzo Bonaparte, in piazza Venezia 5 a Roma, dal 14 luglio al 23 agosto 2026. L’ingresso è gratuito.




