Escalation nel Golfo: gli Houthi annunciano il blocco navale dell’Arabia Saudita

Ol Blocco navale degli Houthi

Share

Universinet.it Le forze armate controllate dagli Houthi hanno annunciato l’entrata in vigore immediata di un blocco navale totale contro l’Arabia Saudita, secondo una dichiarazione video del portavoce militare del movimento, Yahya Saree, diffusa da alcune emittenti filo-iraniane. Il movimento ha definito l’iniziativa una risposta secondo la formula «blocco per blocco», rivendicando il diritto di reagire all’assedio saudita dello Yemen con misure equivalenti.

Nel suo intervento, Saree ha avvertito che qualsiasi ulteriore iniziativa militare saudita riceverà una risposta «globale e dura», invitando la popolazione yemenita a mantenere la mobilitazione generale. I ribelli hanno dichiarato l’embargo marittimo contro l’Arabia Saudita “basato sull’equazione occhio per occhio”, con effetto immediato dalla pubblicazione della dichiarazione.

L’annuncio arriva dopo giorni di forte tensione: gli Houthi, sostenuti dall’Iran, e le forze saudite si sono scambiati colpi la scorsa settimana per la prima volta dopo anni. Alla base dello scontro c’è un raid del 13 luglio contro l’aeroporto della capitale yemenita: il governo yemenita riconosciuto dalla comunità internazionale ha rivendicato l’attacco, dicendo di averlo compiuto per impedire l’atterraggio di un aereo proveniente dall’Iran, mentre gli Houthi lo hanno attribuito all’Arabia Saudita, principale sostenitrice di Sanaa. Gli Houthi avevano risposto colpendo con missili e droni l’aeroporto di Abha, nel sud dell’Arabia Saudita: il primo grande attacco del gruppo contro Riad dal 2022, anno in cui era stato concordato un cessate il fuoco che aveva posto fine alla campagna di bombardamenti sullo Yemen iniziata nel 2015.

Restano dubbi sulla reale portata della misura. Non è chiaro come gli Houthi intendano applicare concretamente l’embargo: il gruppo non ha la capacità di imporre un vero blocco navale, ma negli ultimi anni ha già dimostrato di poter colpire navi commerciali con missili e droni, soprattutto nelle rotte del Mar Rosso e del Golfo di Aden.

Nona notte di raid USA sull’Iran

Sul fronte iraniano, l’escalation con Washington non si arresta. Nella notte tra domenica e lunedì l’esercito americano ha lanciato una nuova ondata di attacchi contro l’Iran, la nona consecutiva, secondo quanto comunicato dal Centcom, mentre Teheran continua ad aprire a canali diplomatici con gli Stati Uniti attraverso mediatori.

Tra gli obiettivi colpiti figura anche un sito sensibile: gli attacchi statunitensi hanno raggiunto diverse località nella città portuale di Bushehr, nel sud dell’Iran, sede dell’unica centrale nucleare civile del Paese, secondo quanto riportato dai media di stato iraniani.

Il presidente Donald Trump ha rivendicato la nuova ondata di attacchi collegandola alle vittime americane in un recente attacco iraniano in Giordania: “Questa sera abbiamo colpito duramente l’Iran in onore dei soldati caduti”, ha detto ai giornalisti, aggiungendo che “quei grandi patrioti combattevano affinché l’Iran non potesse dotarsi di armi nucleari” e rivendicando il controllo dello Stretto di Hormuz da parte americana.

Teheran ha risposto colpendo il traffico marittimo nello stretto strategico: l’Iran ha colpito due petroliere nello Stretto di Hormuz, mentre i Pasdaran hanno annunciato ulteriori attacchi contro obiettivi in Siria, Kuwait e Bahrein. Sirene d’allarme aereo sono scattate anche a Manama, capitale del Bahrein, vicino a una base navale statunitense.

L’instabilità si riflette già sui mercati energetici: il prezzo del gas ha toccato i massimi da marzo, superando i 60 euro, proprio a causa dell’escalation tra Stati Uniti e Iran.

Il quadro regionale

L’insieme degli eventi delinea un allargamento del conflitto ben oltre i confini iraniani: dal blocco navale Houthi contro Riad ai raid su Bushehr, dagli attacchi nello Stretto di Hormuz alle tensioni in Bahrein, Kuwait e Giordania, la crisi mediorientale coinvolge ormai simultaneamente più attori e più fronti. Restano aperti canali diplomatici tra Washington e Teheran, ma sul terreno la scalata militare prosegue senza soste, con conseguenze dirette anche sui mercati energetici globali.

Fonti: ANSA, Il Sole 24 Ore, Il Post, AdnKronos, Open.

Redazione Universinet Magazine
Redazione Universinet Magazine
Redazione Universinet

Read more

Local News