laurea breve: cosa e’ dopo la riforma a y

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ROMA – La riforma Moratti cambia radicalmente la Laurea Breve o Laurea Triennale. In particolare, dopo un primo anno comune, pari a 60 crediti ROMA – La riforma Moratti cambia radicalmente la Laurea Breve o Laurea Triennale. In particolare, dopo un primo anno comune, pari a 60 crediti, a forte contenuto di base, lo studente, conscio delle proprie capacità e sulla base delle attitudini dimostrate potrà, dunque, proseguire per altri due anni, per un numero complessivo di 180 crediti:
in un percorso professionalizzate e, quindi, entrare nel mercato del lavoro con una preparazione adeguata. In sostanza, un percorso triennale razionalizzato che porterà ad una laurea più chiaramente orientata all'inserimento nel mondo del lavoro rispetto all'attuale. Il percorso di laurea sarà maggiormente caratterizzato dalla presenza di stages e attività di tirocinio;
in un biennio metodologico-formativo che non fornisce una preparazione specifica per il lavoro perché è finalizzato al conseguimento di una solida preparazione metodologica di base più consigliabile a coloro che intendano proseguire gli studi in un successivo ed ulteriore biennio (120 crediti), al cui termine si conseguirà la Laurea Magistrale (nuova denominazione della Specialistica). Si svolgerà, quindi, complessivamente un ciclo di studi quinquennale, che condurrà ad ottenere un titolo di peso specifico più elevato rispetto all'attuale.
Laurea 3+2 Cambia tutto. A completamento della rigida architettura di sistema del cosiddetto 3+2, potrà essere introdotta una struttura di primo livello a Y con due percorsi paralleli e distinti, adeguatamente progettati. Dopo un primo anno, dove si frequenteranno attività didattiche comuni, lo studente potrà scegliere tra il percorso professionalizzante che conduce alla laurea triennale (1+2) ed il percorso metodologico per gli studenti che dopo la laurea triennale intendano conseguire anche la laurea magistrale (+2).

Da sottolineare inoltre che si passa da una concezione verticale dei percorsi formativi a un modello trasversale: in pratica, adottando un criterio multidisciplinare della formazione si potrà conseguire una laurea triennale umanistica e proseguire in un biennio magistrale nel settore scientifico e viceversa, ovviamente dopo una verifica, da parte dell'ateneo, della preparazione e degli eventuali debiti formativi da colmare. Tale possibilità viene garantita allo studente attraverso il ricorso alle cosiddette passerelle.

Molto importante è la modifica dei percorsi finalizzati alle professioni legali di magistrato, avvocato e notaio. Ciò consentirà di costruire un modello a ciclo unico – di 5 anni (300 crediti formativi universitari) – che garantirà maggiore organicità, unitarietà, completezza e qualità nella formazione. Verrano definiti comunque percorsi triennali per quanto riguarda le classi di laurea non correlate alla formazione delle professioni legali classiche.

Specifiche disposizioni transitorie prevedono che la nuova normativa si applichi dopo la ridefinizione delle classi dei corsi di laurea e di laurea magistrale, con la possibilità di una fase di sperimentazione che consenta agli atenei che lo vorranno di applicare l'ordinamento didattico a Y nonché gli attuali ordinamenti delle lauree specialistiche sulla base di 120 crediti fin dall'anno accademico 2004-2005.

Redazione Universinet Magazine
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