Maratona di Rotterdam: Italia 14^

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Universinet.it – Partita l’icona delle maratone europee, con il classico passaggio degli atleti sull’Erasmus Bridge. Al via dato da un drappello di allampanati soldati in costume settecentesco con cannoni caricati a salve, si è scatenata la gioa incontenibile del pubblico di parenti,

curiosi e tifosi. La vittoria è una gara tra Etiopia, Kenya e Eritrea, con atleti internazionali del calibro di John Mwangangi Kenyota e Guteni Shone Etiope tra le donne. Grazie al bel tempo ed alla temperatura primaverile si spera in un nuovo record del mondo. Non mancano atleti mascherati da Leoni o eroici masochisti che prendono il via indossando i classici zoccoli in legno olandese, non proprio la più comoda delle scarpe. A ruba al villaggio degli sponsor la New Balance special edition Rotterdam Marathon, piuttosto cara a dire il vero con un prezzo di 145 Euro. Il percorso si snoda dalla City Hall, all’Erasmus Bridge a Coolsinghen e Blaak, per tornare all’arrivo dopo un lungo percorso ad 8 fino alla periferia della città tra ponticelli, canali e Polder, le classiche terre strappate al mare. Vince per gli uomini Eliud Kipchoge, secondo Bernard Koech, primo degli italiani Andrea Gagamelli, ingegnere biomedico che con il tempo di 2.17.31, riesce nell’impresa di entrare tra i “nazionali”  14° seguito da Alexander Stuffer 36°.

di Renato Reggiani

Renato Reggiani
Renato Reggiani
Romano, 41 anni di attività di ricerca e giornalistica, giornalista scientifico ed esperto di comunicazione ecosostenibile. Ho fondato Biopic “Smart Urban farming e UniversiNet.it, ho il cuore diviso tra l’Italia e l’Oriente dove ha studiato e lavorato a Dubai, Tokyo e Seul, ha studiato a Rotterdam con il programma Erasmus per imprenditori. Inventore e designer ho depositato due brevetti industriali. Ho fondato l’Associazione Frontiere della Comunicazione per insegnare il cinese si bambini delle scuole elementari italiane. Fulminato sulla via di San Francisco dalla Maker Faire, ho collaborato e curato l’area agricoltura digitale. Ho collaborato con la facoltà di Scienze della Comunicazione di Roma e il Politecnico di Milano facoltà di Architettura a Piacenza. Premiato a Copenaghen per la Corporate Social Responsibility, non ho ancora visto la sirenetta. Cambiare il mondo si può, un orto alla volta.

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