Digiuno Venerdì Santo Cattolico: cosa è e quando mangiare

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Roma – Il Venerdì Santo è un giorno molto importante nella tradizione cattolica, marcato dal digiuno e dall’astinenza da carne come forma di penitenza. Il digiuno quaresimale generalmente comporta un solo pasto completo durante il giorno, pur concedendo la possibilità di consumare una colazione leggera e una cena frugale, a meno che non intervengano specifiche esigenze, come quelle lavorative.Le leggi della Chiesa prevedono che, in particolari giorni come il Mercoledì delle Ceneri e il Venerdì Santo, si pratichi il digiuno.

Tradizionalmente, in questi giorni non si mangia carne e si consumano pasti modesti, con un focus sulla disciplina interiore e sulla privazione volontaria, non solo dal punto di vista alimentare ma anche in termini di riflessione spirituale e di solidarietà con i meno fortunati.In questo contesto, un menù per il Venerdì Santo potrebbe includere piatti semplici a base di ingredienti come legumi, verdure e, se incluso, pesce azzurro, considerato un cibo ‘povero’.

Un esempio di colazione potrebbe essere del pane integrale con un velo di marmellata, mentre per il pasto principale si potrebbe scegliere tra vari piatti come pasta con salsa di pomodoro, riso con legumi o una zuppa di verdure.

Ricette specifiche potrebbero includere gli spaghetti con le alici e la mollica tostata o le frittate di scammaro, piatti tipici che rispettano le indicazioni del digiuno.

Il menù deve essere bilanciato per rispettare il digiuno ma anche per garantire i nutrienti necessari, e ciò si riflette in ricette che utilizzano ingredienti stagionali ed economici, evitando pesci pregiati o piatti eccessivamente elaborati.

Redazione Universinet Magazine
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